il cannobino

Coro Stella Traffiumese

Conosciamo meglio le nostre associazioni locali.

Compie 40 anni il Coro Stella Traffiumese che, nato come coro
maschile, ben presto ingentilisce la sua immagine divenendo “coro misto”.
Col tempo cambia il vestito un po’ troppo stretto del repertorio originale affiancando nuovi canti popolari. L’orizzonte si amplia ed apre a brani che narrano imprese e storie eroiche, ballate, canti di lavoro, canti rituali, filastrocche, ninne nanne, inni. Si amplia anche la voglia di “fare” registrando dapprima una musicassetta e poi un CD, ed anche la voglia di “farsi conoscere”, con concerti in molte regioni italiane, in Europa (Germania, Spagna, Svizzera, Ungheria) e nel mondo con una memorabile trasferta in Brasile.

Nostri Maestri sono stati Lauro Picco, Don Pierino Lietta, Daniele Bonati e dal 2006 l’attuale Maestro Gabriele Gabbani; la storia del Coro è stata scritta da più di 100 coristi che hanno percorso anche solo un breve tratto di strada ma ciò ha significato cantare fianco a fianco cercando l'armonia nella fusione delle voci, trasmettere al pubblico l'emozione intrinseca dei canti e la scoperta di memorie e storie di vita che spesso appartengono ormai al passato.
Il canto popolare sta ormai passando “di moda” e molte realtà come la nostra sono ormai sparite per la difficoltà di trovare giovani Maestri e Coristi interessati a comprendere in questa forma musicale il nostro passato, quel passato più o meno recente su cui si fondano le nostre radici.

E ci riconosciamo appieno nelle parole scritte nel 1996 per il 50° di fondazione da Giuseppe Stefenelli, allora Presidente del Coro Brenta : “Essere Coro poi significa essere educatori di se stessi, cultori della disciplina corale, vuol dire saper fondere la propria con l'altrui voce, vuol dire rispetto delle regole, culto dell'armonia, disponibilità e dedizione assoluta in vista di un risultato superiore che travalica e supera le singole persone: il Coro è quindi una scuola di formazione interiore.
E se ci guardiamo attorno, in una società che evolve, senza freno nè rispetto, verso forme di dissipazione della persona umana, allora noi, in quanto Coro, ci accorgiamo di essere centro di aggregazione dei valori della persona umana e come tali ci sentiamo orgogliosi: anche se un canto talvolta ci viene meno bene di quanto avremmo voluto, non per questo la ricchezza umana che abbiamo conquistato nel prepararlo viene meno e si dissolve”.

Pubblicato da editore il in

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