il cannobino

Centenario grande guerra

Sabato 3 novembre a Cannobio, si è tenuta la giornata del ricordo della fine della prima grande guerra mondiale.
Presenti autorità civili, militari, alpini.

Messa celebrata in san Vittore dal reverendo Prevosto, corteo e deposizione di corone d’alloro al monumento dei Caduti.

La pioggia non ha permesso l’accompagnamento bandistico tanto caro agli stessi strumentisti e a tutti i partecipanti alla centenaria storica commemorazione.

Al termine vi è stata l’inaugurazione della mostra del centenario allestita presso il palazzo Parasi curata a Silvano Dresti con il prezioso contributo di anni di ricerche effettuate da Ornella Ferrari.

Protagonisti del ricordo di questa tragica guerra, sono stati gli alunni della terza media accompagnati dalle loro professoresse Anna Rita Rizzo e Caterina Melis, i quali, in chiesa al termine della funzione religiosa, attraverso alcune letture, hanno “raccontato” fatti e testimonianze giunte fino a loro.
Il cannobino è ben lieto di riportarle.

Classe 3° scuola media cannobio
Buongiorno a tutti.
Non abbiamo avuto, come i nostri compagni, la fortuna di conoscere personalmente il generale Francesco Venturi Ferriolo, generale delle Forze Armate e Capo di Stato Maggiore, il quale, ogni anno, in questa giornata così ricca di significato, rivolgeva il suo commosso pensiero a tutti coloro che si sono sacrificati per la patria, la democrazia e la libertà.
Era solito, in questo periodo, accogliere nella sua abitazione, con sincero affetto e immensa emozione, i ragazzi delle classi terze che andavano a trovarlo, raccontando loro la personale esperienza negli anni in cui l’Europa era segnata da tragici avvenimenti, ricordando l’impegno e l’esemplare rispetto della legalità delle Forze Armate tutte che, ancora oggi, sono sempre pronte a difendere e a proteggere la nostra nazione, rischiando ogni giorno la propria vita
Caro generale, siamo qui come testimoni dell’inestimabile eredità morale che ci ha lasciato: partecipare da cittadini attivi alla costruzione e al mantenimento di una società fondata su quei valori che Lei stesso ha messo in pratica nella sua vita: umanità, solidarietà e giustizia sociale, sentimenti che ritroviamo nelle nostre Forze Armate che sono sempre in prima linea nei contesti di crisi e, proprio come un secolo fa, continuano a servire il nostro Paese con lealtà, senso del dovere e sacrificio.
Ringraziamo quindi donne e uomini in uniforme, di questi tempi, per noi ragazzi, tra i pochi esempi di buona moralità.
Desideriamo concludere leggendo una pagina del prezioso libretto che il generale Venturi ha scritto per noi “Storia vissuta narrata ai ragazzi del XXI secolo”. Il messaggio è semplice ma chiaro: volgere lo sguardo al futuro, impegnandoci a costruire una società fondata sulla tolleranza e sulla comprensione reciproca; è l’invito di un grande uomo, il quale ha ricoperto un ruolo istituzionale di grande rilievo, mai dimenticando l’importanza della cultura della pace e dell’umana pietà.
Grazie alle Forze Armate!
Un caro saluto, Generale.

La commemorazione di quest’anno assume un valore particolare in quanto ricorre il centenario della fine della prima guerra mondiale.
Nell’estate del 1914 l’Europa prima e il mondo intero poi sono precipitati nella prima guerra su scala mondiale: la Grande Guerra. Per la prima volta la guerra ha coinvolto una quantità di uomini fino ad allora inimmaginabile: circa 74 milioni di soldati mobilitati su tutti i fronti, oltre 10 milioni di morti e almeno 21 milioni di feriti. Per la prima volta la popolazione civile è stata massicciamente coinvolta: violenze e soprusi nei territori occupati; miserie e patimenti per i profughi. Furono circa 8 milioni i prigionieri di guerra dei due schieramenti che sperimentarono la detenzione di massa. È l’inizio della guerra totale.

Noi studenti di 3b insieme alla nostra insegnante di storia abbiamo ragionato su ciò che è stata la grande guerra soffermandoci in modo particolare sul lato umano di coloro che sono stati coinvolti in prima persona.
Attraverso una ricerca in ambito locale, abbiamo ritrovato la corrispondenza con i propri familiari del soldato Saccaggi Edoardo, figlio di Luigi e Gabbani Maria, nato a Cannobio il 5 marzo 1892 di professione o condizione: contadino.
Edoardo ha combattuto come primo alpino nel Battaglione Mercantur, 3a sezione mitragliatrici.
Tra la corrispondenza abbiamo scelto tre brevi scritti sui quali abbiamo riflettuto.

Abbiamo deciso di non presentarvi le nostre riflessioni, ma che avesse più significato in questa occasione leggere direttamente le tre note familiari: una della mamma, una di Edoardo e una della sorella.


Cannobio, dì 6 aprile 1917.
Caro figlio,
oggi ho spedito il pacco delle calze;
scusami perché non si può mettere nient’altro.
Ho spedito pure la cartolina valia.
Salutandoti caramente, la tua mamma.
Ricevi un bacio.
Ciau.
Saccaggi Maria



Zona di guerra, 30 giugno 1917
Cari genitori,
vengo a voi con questa mia per farvi sapere che mi trovo in buona salute al presente, come posso sperare di voi tutti in famiglia e parenti.
Quando mi scrivete datemi qualche novità del paese.
Salutandovi tutti in famiglia e parenti mi dico vostro affezionatissimo figlio.
Edoardo.



Milano, 19 luglio 1917
Caro fratello,
avendo ricevuto da parecchi giorni tue notizie, oggi mi decido a risponderti.
Sento con piacere che sei in buona salute; anche a csa stanno tutti bene.
Cerca di stare sempre bene, almeno come puoi.
Speriamo tempi migliori di questi e una prossima pace.
Ti saluto con affetto.
Tua sorella Lina.
Aspetto tue notizie.


Edoardo morirà il 13 ottobre 1917 combattendo sull'altopiano di Asiago.

La popolazione confrontata con la guerra
Quando si parla di guerra inevitabilmente si parla di morte, in particolare dei soldati caduti al fronte.
Un altro aspetto molto importante si che va ad aggiungersi alle tragedie del fronte, è quello delle “tragedie” locali, dovuto al calo demografico, alla mancanza di giovani braccia di lavoro, all’economia, soprattutto quella montana, calata ai minimi termini.
Per avere concretezza di tutto questo, basta confrontare i numeri della popolazione dei nostri paesi prima e dopo la prima guerra mondiale la dove troviamo al fronte soldati che sfiorano i 40 anni d’età.
Riportiamo due dati su tutti che fanno molto riflettere anche ai giorni nostri:
FALMENTA : nel 1911 contava 1536 residenti, dieci anni dopo 1452.
GURRO: nel 1911 gli abitanti residenti erano 1042, nel 1921 se ne contavano 850.
Soldati al fronte, tanti caduti, ma soprattutto donne sole impossibilitate a far figli.
CANNOBIO: dopo il primo decennio del secolo scorso aveva 2710 abitanti, a guerra finita erano 2435, in pratica assommava la popolazione di Gurro e Falmenta.
Guardando ai nostri giorni sono numeri impressionanti e che fanno riflettere di quanto spopolamento ha subito la valle Cannobina rispetto al popolamento dei paesi rivieraschi. Sommando tutti gli abitanti che oggi risiedono fra Trarego-Viggiona, Cannero, Cannobio e la valle Cannobina.
In quell’epoca erano 13 i comuni presenti nel mandamento cannobino-valligiano compreso Trarego e Viggiona e Cannero Riviera anch’essi due singoli comuni.
Il totale della popolazione residente nel 1921 raggiungeva le 10.175 persone mentre le effettive persone presenti arrivavano a 8.946. Dati diversificati in quanti molti erano coloro che per lunghi periodi erano pressoché obbligati a partire per “far fortuna” lavorare duro all’estero, Amirica e sud America in primis.
Sommando tutti gli abitanti che oggi risiedono in questi comuni, divenuti sette con il raggruppamento fatto nella metà degli anni venti dello scorso secolo che a partire dall’inizio 2019 scenderanno a cinque visto la fusione in un unico comune fra Cavaglio-Spoccia, Cursolo- Orasso e Falmenta, il numero delle persone residenti non è molto dissimile. Oggi si contano circa novemila persone, cifre che si allineano a quelle riscontrate nel 1921.
Il dato più contrastante è la presenza dell’uomo d’allora in valle, in montagna, rispetto a quella di oggi.

Uno sguardo verso il futuro
Gli anni della spensieratezza di molti giovani nati alla fine del primo conflitto mondiale, sono stati vissuti in una Europa in fiamme, dominata dall’odio e dall’intolleranza.
Oggi viviamo in una Europa felice, libera, democratica, che ha saputo creare una salda UNIONE per garantire la pace fra i popoli.
I tedeschi sono oggi amici cordiali. Il passato è sepolto, anche se non deve essere mai dimenticato, perchè non si ripeta mai più.
Ragazzi dell’Europa Unita mantenete una solida amicizia. Siate compagni di studi, di giochi sportivi; siate promotori di fratellanza, dialogate con gli anziani per confrontare le opinioni ed assorbire il meglio della loro esperienza di vita.
La vera civiltà non ammette inimicizie e la cultura è garanzia della convivenza pacifica. Non più nemici ma soltanto avversari in politica, nello sport, nelle competizioni artistiche ed intellettuali.
Occorre in continuazione consolidare una esistenza fondata sulla solidarietà e la reciproca comprensione.
Una esistenza da godere in un mondo libero, rispettoso dei diritti umani e dei doveri verso la collettività. Il futuro dei giovani sta nella responsabilità di realizzare un avvenire sempre più progredito per questa umanità che aspira ad una vita felice.
Questo ciò che hanno detto gli alunni di terza media, prendendo spunto da uno scritto tratto dal pensiero del generale Ventura.

Pubblicato da la redazione il in notizie - redazione

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