Valle da riscoprire

Valle cannobina da riscoprire.

“Un immenso crepaccio, sinuoso, profondo, scavato nella massa di scisti e micascisti: tale è l’aspetto con cui si presenta al viaggiatore la valle Cannobina, ricca di paesaggi di una bellezza quasi severa, quasi selvaggia.”
Era questa l’indicazione turistica proposta agli Stati di mezza Europa, convenuti a Locarno nel 1925, per firmare il famoso Patto di Pace. Poi sappiamo tutti come è andata a finire a proposito di pace e di rispetto di quel trattato.
TANTI MONTI ED UN TORRENTE: questo l’aspetto ambientale che è rimasto immutato nei secoli. A riguardo di tutto il resto il cambiamento è stato enorme.
Montagne selvagge irte, strapiombanti, in forte contrasto con quelle più dolci che circondano il resto della regione dell’alto Verbano.
I panorami che si godono sono speciali, unici.
Oggi tanti alpeggi sono abbandonati altri invece hanno subito un importante recupero specie la dove il raggiungimento dell’alpeggi è reso possibile attraverso strade agro-silvo-pastorali o consortili.
Assolutamente mutate in modo drastico le finalità d’uso dell’alpeggio. Un tempo luogo di pascolo, di fienagione di tagli boschivi, oggi luoghi di vacanze, di passioni, di attaccamento al proprio passato, si anche di lavoro inteso come mantenimento del proprio patrimonio personale o famigliare. In parole povere: “per non che vada tutto in rovina”.
A partire dal primo gennaio 2019 è cambiata totalmente anche la cartina geografica amministrativa di questo lembo di terra infossata fra due catene di montagne, geograficamente appartenenti alle alpi Lepontine, passa da 5 a tre comuni: Cannobio Valle Cannobina e Gurro.
Si entra in valle Cannobina dopo aver superato l’orrido di sant’Anna sito alle spalle di Traffiume.
“E’ questa l’arcigna porta naturale della valle Cannobina, formata dalla millenaria erosione del torrente che ne sancisce il nome che ha levigato parzialmente lo sperone roccioso dei Pianoni.” come la definisce Teresio Valsesia.
La popolazione di questa vallata ha subito una costante diminuzione soprattutto negli anni sessanta – ottanta. Nel 1971 la popolazione dei quattro comuni valligiani: Falmenta, Gurro, Cavaglio-Spoccia e Cursolo-Orasso superava i 1900 abitanti., quarant’anni prima se ne contavano circa 3.000 di abitanti.
Oggi il saldo dei residenti si è stabilizzato attorno alle settecento unità di cui 490 appartenenti al nuovo comune denominato Vallecannobina.
Molti i motivi per un ritorno in valle Cannobina, da quello escursionistico, scegliendo uno dei tanti itinerari ben segnalati, a quello culturale, storico, paesaggistico.
Purtroppo molto del visitabile lo si trova spesse volte chiuso, in particolare le bellissime chiese parrocchiali. La mancanza di sacerdoti è sicuramente un motivo importante, ma non può essere l’unica giustificazione.
V. B.

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