Carnevale a Traffiume

Il gruppo dei PEDU’ di Traffiume, operoso come sempre, anche quest’anno ha organizzato un carnevale degno di lode. Tre giorni di festa con programma in un certo senso, un po’ rivoluzionario rispetto agli anni passati a cominciare dal giovedì grasso giorno che la consuetudine voleva fosse dedicato ai bambini.
Da tempo ormai la “concorrenza cannobiese” concernente la sfilata e l’ospitalità pomeridiana presso il grande tendone, ha parzialmente svuotato l’afflusso di bimbi a Traffiume. Per tanto i Pedù hanno deciso di dedicare ai più giovani la giornata del venerdì grasso la dove la piazza Municipale era strapiena. Una idea vincente a quanto pare. Distribuzione di cioccolata e chiacchiere, giochi, fantasie maghesche, ed alla sera, per tutti, polenta e saracche sotto il tendone. Il tutto allietato con la musica popolare della Bandella.

Giovedì, tempo piovoso al mattino, pomeriggio asciutto e dalle ore 17.00 una bella coda si è presentata per ricevere polenta, luganighe e stracchino.
Anche la giornata del sabato ha avuto basilari cambiamenti di programma a seguito dell’ormai super collaudato corteo di carri e maschere che catalizzano il pomeriggio carnevalesco a Cannobio.
Fin dal primo mattino (ore sette) i Pedù erano in piazza per preparare l’ottima trippa e i buoni maccheroni distribuiti per pranzo a favore di centinaia di persone, non prima però di aver consumato un sontuoso aperitivo musicale accompagnato dalla musica offerta dalla Bandella.
Sembrerebbe che questo cambiamento di programma, rispetto alle consuetudini degli anni passati, sia stato apprezzato da tutti. Un migliaio i vassoi distribuiti in tre giorni di carnevale. Infine l’appendice della prima domenica di quaresime, unica nel suo genere in tutt’Italia, quello del rogo del carnevale rappresentato da un grande pupazzo che ogni anno appare diverso a secondo della satira e dell’attualità locale da esprimere.
Ma per concretizzare tutto questo non basta il volontariato, la passione, occorre anche il sostegno finanziario. A Traffiume tutto viene distribuito gratuitamente.
E’ vero, in capo al tavolo vi è una cassettina caso mai qualcuno volesse fare qualche offerta. Il sostegno finanziario carnevalesco traffiumese ha radici profondissime nello “andà a cercà su”. In tempi passati, quando il soldo scarseggiava un po’ in tutte le tasche, il carnevale veniva “prodotto” dalle donazioni di beni di consumo.

La domenica prima dell’inizio dei festeggiamenti le strade del paese si animavano di gente. Un bimbo, eletto Re del carnevale per quell’anno, stava seduto su un carretto trainato dagli uomini che passavano di casa in casa e nessuno mancava mai di dare qualcosa (farina 00, farine per fare la polenta, vino, americanino, qualche caramella, salamini, riso, frutta locale, qualche bottiglia di grappa, ecc.) affinchè il tutto, cotto dagli organizzatori, venisse distribuito gratuitamente alla gente partecipe del rito carnevalesco. Il Circolo Operaio era il centro di raccolta di bimbi e adulti: tardo pomeriggio mangereccio e ballo fino alle prime ore dell’alba.
Così il Giovedì ed il sabato. Ballo “blasfemo” anche alla domenica pomeriggio fino all’ora del rogo del carnevale. All’epoca era assolutamente proibito ballare in quaresima. “Peccati mortali” in circolazione, critiche e contrasti a non finire con la chiesa locale, ognuno cercava di “predicare” ciò che più gli stava sula coscienza senza però mai aver raggiunto toni fuori del normale standar di buona convivenza.
Il carretto della polenta e delle vivande dopo la distribuzione al Circolo, prendeva la strada principale e faceva l’ultima sosta presso l’ex osteria degli Angeli posizionata nella parte bassa del paese.
Oggi a tradizione dello andare a “cercà su” è rimasta inalterata. Manca solo il piccolo Re del Carnevale. Ovviamente non più generi alimentari ma offerte le quali vengono poi tutte spese per la realizzazione delle feste carnevalesche.


Ma perché Traffiume è sempre diversa dagli altri paesi? si chiede spesso la gente, aggiungendo: quanto mai è possibile fare carnevale anche in quaresima, la prima domenica di quaresima per la precisione?
Fino agli anni sessanta – settanta dello scorso secolo, era tradizione che la prima domenica di quaresima gli abitanti di Traffiume sfilassero per le vie del paese con il loro carro e di seguito si portavano (a piedi in corteo) a Cannobio facendo il giro del centro fino in piazza Vittorio Emanuele III. Rientro preso il Circolo Operaio dove si teneva il pranzo a favore degli organizzatori e dei soci del circolo ed a seguire si ballava ad oltranza fino alle ore 19.00 quando la sala come per incanto si svuotava per riempire la piazza Municipale e dar vita al falò di carnevale.
Vi era sempre “guerra” fra chiesa, parrocchia e parroci di turno, comitato carnevale, e gli stessi abitanti per questo modo di fare che nulla aveva a che vedere con le regole del cattolicesimo. Poi (come ogni cosa) tutto si appianò.
L’origine del rogo probabilmente risale al primo dopoguerra del primo conflitto mondiale, quando a Traffiume si bruciò un riuscitissimo Kaiser di… paglia.
Un avvenimento raccontato dal giornale – La Vedetta – del 16 novembre 1918: “La musica cittadina Cannobiese con gentile pensiero si recò in corpo nel nostro paese, (Traffiume) e dopo d’aver con liete note portato fra noi la fausta novella, recò un melodioso saluto al sindaco sig. Destefani Benvenuto ed alla villa del sig. Simonelli, oltre all’aver tenuto un piccolo concerto sulla piazza ove fra il tripudio di tutta la popolazione festante e di tutta una turba di ragazzi si bruciò un riuscitissimo Kaiser…”
L’iniziativa di questo avvenimento era opera di alcuni reduci traffiumesi della Grande Guerra.
Da quel fatto, a Traffiume, il carnevale ha immediatamente preso a prestito, per tre giorni, la satira, l’ironia, gli sberleffi, la festa mascherata, e fu così che nel febbraio 1919, al termine dei tre giorni di baldoria, affinchè nulla restasse, si inizio a bruciarla.
Fatto che si ripete ormai da un secolo a questa parte.
Valerio Bergamaschi

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