Taglio dei fondi ai Comuni

Valle Cannobina non ci sta. Vuole dalla Stato quanto gli aveva promesso per la nascita del comune dalla fusione di Falmenta, Cursolo – Orasso e Cavaglio – Spoccia.
A fine giugno è arrivata la notizia che l’esecutivo nazionale non darà tutti i contributi a cui hanno diritto i Comuni che si sono fusi.
Le amministrazioni interessate subiranno una sforbiciata fino al 40 per cento rispetto ai fondi previsti. A subirne le conseguenze saranno i servizi e quindi i cittadini.
I contributi per la fusione di Valle Cannobina sono 100.433 euro contro i 179.644 euro previsti.
Il taglio dei fondi ai Comuni nati da fusione proprio non è piaciuto.

Così al tavolo del 1 luglio a Lunecco con il parlamentare locale Enrico Borghi, il sindaco ha parlato del rammarico che si vive oggi in Valle Cannobina: “Penso che se la gente lo avesse saputo anche l’esito del referendum sarebbe stato diverso” spiega Luigi Milani.
Il primo cittadino di Valle Cannobina ha annunciato che entro fine mese il suo Comune si riunirà per approvare un’ordine del giorno da inviare a Roma con cui si chiede il ripristino dei fondi ai comuni nati da accorpamenti.
Milani ha chiesto a Borghi di farsi portavoce a Roma per un incontro con esponenti della maggioranza.
“Lavoreremo su tutti i tavoli per far rispettare la legge” ha commentato il parlamentare.

Classe 1967, laurea in scienze politiche, dirigente, Enrico Borghi è membro dell’assemblea nazionale del PD e deputato della VIII Commissione Ambiente, Territorio, Lavori Pubblici (eletto con primarie nella provincia del Verbano Cusio Ossola) con la qualifica di Capogruppo del Partito Democratico.
Presidente dell’Intergruppo Parlamentare per lo Sviluppo della Montagna, ha una ricca esperienza amministrativa: a 25 anni presidente del Parco Naturale dell’Alpe Veglia e dell’Alpe Devero e a 27 Presidente della Comunità Montana Valle Ossola e Sindaco di Vogogna.

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